Il nostro percorso è iniziato quattro anni fa, quando la nostra dirigente ci ha proposto di avviare una sezione Montessori in un plesso di scuola dell’infanzia a Moncalieri. Per fare questo avremmo dovuto seguire una formazione al cui costo la scuola avrebbe contribuito parzialmente per sostenerci.
La sua proposta è stata accolta con molto entusiasmo. A posteriori, quello di cui non eravamo completamente coscienti è che questa esperienza non avrebbe rappresentato soltanto un cambiamento a livello didattico ma sarebbe stata una esperienza decisamente immersiva e introspettiva, di trasformazione profonda. Quando abbiamo iniziato, prese dallo slancio, non eravamo del tutto consapevoli di tutte le piccole insidie e delle difficoltà che avremmo poi incontrato. D’altra parte, si sa, i cambiamenti non sono sempre facili da accettare e da vivere!
Attualmente siamo una sezione Montessori all’interno di una scuola pubblica dove coesistono altre due sezioni che non seguono i principi del metodo Montessori: con l’esperienza maturata fino ad oggi, possiamo dire che, a volte, sembra di essere un piccolo «embrione spirituale» portatore di energia vitale spinto continuamente dalla voglia di crescere e maturare. È così che Maria Montessori afferma «egli deve costruire tutta la vita psichica dell’uomo e tutti i meccanismi motori che ne saranno l’espressione».1
Il nostro percorso di formazione, di crescita e di sviluppo si caratterizza per il suo essere «in itinere», in continua evoluzione e lo sarà sempre, soprattutto in relazione al contesto in cui lavoriamo: trovandoci nel quotidiano con altre due classi che lavorano con una metodologia diversa dalla nostra, abbiamo capito che l’essenziale sta nell’accettazione di questa diversità, che va vissuta come risorsa e come valore aggiunto e assolutamente non come difficolta, limite o addirittura ostacolo.
Questo atteggiamento, che abbiamo tenuto fin da principio, ci ha portato a ricercare il dialogo e la condivisione con i colleghi, che abbiamo sempre pensato come le uniche modalità di relazione che aprono al confronto e alla creazione di un’armoniosa collaborazione. In effetti, con il tempo, abbiamo visto che la nostra presenza ha portato ad una riorganizzazione condivisa all’interno del plesso non solo degli ambienti ma anche delle attività, delle proposte educative e dei diversi progetti che arricchiscono il nostro piano dell’offerta formativa. Questo ci ha permesso di preparare il terreno perché tutti gli adulti che a diverso titolo lavorano nel plesso potessero aprire orizzonti nuovi sia personalmente che professionalmente. Un clima sereno, di stima e collaborazione reciproca tra adulti favorisce una coesistenza armoniosa. Vogliamo portare qualche esempio di buone pratiche che vanno in questa direzione.
Prendendo le mosse dalla nostra pratica di lavorare a classi aperte (scelta che consideriamo davvero un punto di forza del nostro plesso), abbiamo cercato di riprogettare insieme alle colleghe delle altre sezioni il tempo pomeridiano per i bambini di cinque anni che erano impegnati nei laboratori. Creando gruppi misti di bambini tra le tre sezioni, ci siamo organizzate per ospitare un gruppo anche all’interno della nostra sezione offrendo inizialmente momenti di presentazione dei materiali e successivamente anche di lavoro libero nell’ambiente. Allo stesso tempo i bambini della nostra sezione possono abitare gli spazi delle altre sezioni e partecipare alle attività laboratoriali che propongono le altre maestre. Questa scelta ha permesso di muovere i primi passi verso una reciproca collaborazione e scoperta tra noi adulti ma anche di far conoscere e sperimentare ai bambini delle altre due sezioni i materiali e le attività presenti nell’ambiente montessoriano. Nel pomeriggio, i bambini «ospiti», insieme ad alcuni dei nostri bambini, potevano accedere a tutte le aree di interesse in cui si articola lo spazio della nostra aula: botanica, zoologia, geografia, inglese, linguaggio, psico aritmetica, sensoriale e artistico.
Inoltre, nei momenti di condivisione di spazi interni ed esterni, abbiamo messo a disposizione di tutti i bambini del plesso i nostri materiali di costruttività e compositività per permettere loro di sperimentarli, ma anche alle altre colleghe di conoscerli e imparare ad apprezzarli.
Alcune pratiche di gestione della mensa hanno destato interesse all’interno del plesso: non consumiamo il pasto in sezione, ma abbiamo uno spazio comune per la mensa. La scelta di individuare e assegnare il ruolo del cameriere è stata adottata anche dalle altre due sezioni per favorire lo sviluppo dell’autonomia personale e la costruzione dell’autostima. Il dormitorio è un altro spazio comune all’interno del plesso: è stato importante fin da subito offrire ai bambini l’opportunità di fare e disfare il lettino in dormitorio. Anche in questa direzione le colleghe si sono lasciate ispirare dalle nostre scelte e hanno offerto ai loro bambini la possibilità di fare altrettanto. La presa di coscienza da parte dei nostri colleghi di queste «piccole» attività, ci ha permesso di condividere i principi base del metodo Montessori durante i momenti di confronto con le altre sezioni. Facendo riferimento alle scelte educative fatte, per esempio, per la gestione della mensa e del dormitorio, le colleghe hanno colto l’importanza del dare fiducia ai bambini, di lasciare che si sperimentino, di non giudicarli per i loro errori affinché loro possano sentire soltanto la grande soddisfazione dall’aver dato il massimo per riuscire a far da soli.
La condivisione del progetto di plesso «Io… un piccolo lettore» ha permesso di individuare in una parte del salone comune un’area dedicata ai libri e alla lettura. Abbiamo così progettato con le colleghe alcune azioni comuni collegate a questo spazio: il prestito del libro settimanale per tutti i bambini e momenti di lettura aperta a tutti con il kamishibai in eventi e occasioni importanti.
La strada per migliorare e aumentare questa collaborazione è solo all’inizio, ma sentiamo di averla intrapresa con grande determinazione e con lo spirito giusto, quello cioè della contaminazione e del dialogo tra metodi diversi di fare scuola nella convinzione che possano coesistere senza entrare in conflitto. C’è un solo presupposto che crediamo essenziale: non perdere di vista l’obiettivo che rimane sempre quello di «fornire ai bambini il giusto materiale che possano usare loro stessi, un tipo di materiale che stimoli il loro apprendimento autonomo con lo scopo di educare l’intera personalità dello studente e ampliare il loro modo di pensare, in un ambiente sereno e privo di fattori di stress. Il bambino deve essere libero di scegliere quale attività svolgere seguendo il proprio istinto, in modo tale che l’interesse e la concentrazione siano sempre sostenuti. L’adulto che rispetta la libertà del bambino si presta a diventare rispettoso della libertà in generale, quindi il bambino diviene educatore dell’adulto».2

