Didattica dell’astronomia, tra le proposte di MCE e dell’approccio Montessori

La domanda da cui è nato questo articolo è la seguente: come si possono presentare in classe i materiali di sviluppo montessoriani integrandoli con i modelli espressi dalle recenti ricerche e sperimentazioni in campo sociocostruttivista? Nello specifico: quali modelli di didattica dell’astronomia utilizzare all’interno dell’educazione cosmica proposta dalla pedagogia scientifica di Maria Montessori e come integrarla con la pedagogia del cielo elaborata da Nicoletta Lanciano e Franco Lorenzoni?

Un tentativo è stato realizzato nella primaria di Erve, scuola ad approccio Montessori dal 2020, inclusa nella rete RE.MO dal 2023. L’esperienza è stata resa possibile dalla presenza di insegnanti formate in corsi di ONM o di FMI, alcune coinvolte in formazioni di MCE presso l’università Bicocca di Milano. In questo articolo verranno presentate alcune esperienze svolte con i bambini e portate all’ incontro formativo «Viaggio nelle STEAM» organizzato dal prof. Saul Casalone dell’UST di Lecco.

Quando noi adulti abbiamo guardato l’ultima volta il cielo? Oggi lo abbiamo guardato? Quante volte? Lo guardiamo di sera, la notte, o durante il dì? Cosa sentiamo? Cosa vediamo?

Iniziare un percorso didattico che nasca dall’esperienza è ancora più necessario per i bambini. La scuola di Erve svolge uscite continuative sul territorio per fornire input e tracciare nuove traiettorie o per rinforzare apprendimenti e motivazione nei bambini che in classe sfociano in ricerche personali. Quindi, durante le uscite, i bambini hanno la possibilità di partecipare ad alcune grandi lezioni, di essere attivi in osservazioni e ricerche all’aperto, in cortile, in paese, in natura, oltre la valle.

Apprezzare i paesaggi intorno a loro attraverso uscite plurime e osservazioni-copiature dal vero continuative allena lo sguardo a cogliere i particolari e le trasformazioni, affina le percezioni soggettive che vengono poi condivise nel gruppo. È un modo per avvicinare gli insegnanti alla pedagogia del cielo e i bambini al modello tolemaico.

In didattica dell’astronomia è importante l’osservazione diretta del paesaggio e del cielo, della strada del Sole e della linea dell’orizzonte durante le ore del giorno e durante le stagioni. Tutto questo si collega alla prima favola cosmica «La nascita dell’Universo» che offre molti spunti di approfondimento. Nel suo offrire una visione cosmica degli eventi che hanno visto nascere l’universo, induce a cogliere alcuni particolari aspetti scientifici e storici per analizzarli. Quindi, dal tutto si va al particolare che viene nuovamente inserito nel tutto attraverso collegamenti e relazioni.

Si coglie una didattica trasversale alle discipline e aperta all’imprevisto. Da questa narrazione, caratterizzata da un impianto che fa incontrare i linguaggi del mito e della scienza in un clima di affabulazione e stupore, inizia una serie di esperienze dapprima proposte dall’adulto e poi basate sulla libera scelta in ambiente predisposto. Queste molteplici esperienze si integrano fra di loro piano piano nel corso dei cinque anni attraverso la manipolazione di «concetti materializzati» (secondo la terminologia montessoriana sui materiali di sviluppo, in questo caso specifici su questo argomento), lo studio di concetti astratti su libretti di approfondimento e le ricerche individuali, di coppia o in piccolo gruppo, su libri della biblioteca scolastica, internet e database a circuito interno. I concetti essenziali per tutti i bambini saranno dunque forniti nel corso di osservazioni, grandi lezioni continuative e ripetute nel corso dei cinque anni e dall’utilizzo dei materiali in ambiente.

Ogni anno scolastico si cerca di proporre e sviluppare una sensibilità al paesaggio naturale che cambia. Il bambino può osservare il variare del movimento apparente del Sole nel cielo lungo l’eclittica e all’orizzonte. Nota le conseguenti modifiche delle ombre e delle condizioni di luce e calore.

L’orizzonte locale a 360° è rappresentato accostando più foto scattate dallo stesso punto sulla collina dietro la scuola. Scoprire che esistono tanti orizzonti locali secondo il punto di osservazione è il passaggio successivo e si può suggerire, per esempio, di disegnare la linea dell’orizzonte che si osserva guardando il sole a mezzogiorno solare dalla finestra di casa.

Queste esperienze implicano necessariamente la scoperta o la ripresa dei punti cardinali, inizialmente osservati nel periodo degli equinozi e associati al sorgere del Sole, al suo tramontare e alla sua posizione a mezzogiorno (solare). I punti cardinali osservati e vissuti continuativamente tra il cielo e la terra durante lo scorrere delle stagioni mostrano posizioni diverse all’orizzonte e nel cielo. Tutto questo sollecita interesse, domande, desiderio di approfondire.

Secondo il modello tolemaico lo sguardo dell’osservatore è collocato al centro del cerchio dell’orizzonte. Il bambino osservatore sta coi piedi localizzati in un punto del suolo terrestre mentre osserva l’apparente movimento del Sole in cielo e impara i punti cardinali. È possibile svolgere questa osservazione più volte: durante una stessa giornata dall’alba al tramonto e più volte durante un anno solare, negli equinozi e nei solstizi. Osserva la sorgente luminosa e le ombre, i punti dell’orizzonte toccati dal Sole e l’altezza del Sole nel momento del mezzogiorno solare.

Giocare con le proprie ombre in orari diversi rinforzerà la percezione e l’osservazione. Giochi che fin dalla scuola d’infanzia si possono svolgere, anche in locali bui con l’utilizzo di un proiettore per sperimentare le ombre cinesi con il proprio corpo, gli oggetti e le sagome di cartoncino. I concetti di sorgente luminosa, luce riflessa, occhio che cattura la luce riflessa, oggetto con una parte in ombra, il cono d’ombra e l’ombra proiettata possono essere vissuti fin da piccoli in esperienze giocose per poi diventare sempre più rielaborate e interiorizzate.

Registrare l’ombra di un bambino a terra in quattro giorni diversi dell’anno vicini ai solstizi e agli equinozi è una possibilità successiva. Le ombre catturate a mezzogiorno solare saranno tre e di lunghezza diversa secondo le stagioni, posizionate lungo il medesimo meridiano locale.

Nel frattempo i bambini possono lavorare sui punti cardinali con le cartellette di nomenclatura e usare la bussola durante le uscite e in classe.

Per la costruzione degli apprendimenti astronomici è possibile anche procedere per spostamenti fra lo sguardo geocentrico descritto sopra e quello di un astronauta che si solleva da Terra per uno sguardo eliocentrico in cui l’osservatore finge di trovarsi sopra il polo nord o di fronte alla Terra, sopra un punto dell’equatore.

Diversi modelli montessoriani tridimensionali aiutano i bambini a rielaborare. Nelle immagini è documentato una sezione dell’angolo di educazione cosmica in cui si possono notare, nello scaffale di sinistra, i modelli 3D, le cartellette di nomenclatura sul sistema solare, i libretti e i libri scientifici e d’arte sui pianeti e sull’universo. I banchi a destra fungono da angolo buio grazie al telo scuro e anche da mensola di appoggio del vassoio, del planisfero rotante, di orologi vari, delle cartellette dei punti cardinali, cartelloni impressionistici, dei globi delle ombre stagionali…

La registrazione sul proprio quaderno, invita i bambini a riflettere, a trovare soluzioni di rappresentazione in 2d di problemi complessi e di interconnessioni significative, sollecita a trovare le proprie parole.

Questa bambina di sette anni, dopo aver esplorato nell’angolo buio, ha rappresentato il globo, metà illuminato e metà in ombra, la torcia è diventata il Sole. Alla domanda dell’insegnante su come la Terra risultasse illuminata, la bambina ha guardato la propria rappresentazione e ha allungato i raggi, che naturalmente si dirigono in tutte le direzioni, ma che la bambina ha poi rielaborato disegnandoli paralleli fra loro mentre raggiungono la superficie terrestre (sembra intuire il parallelismo dei raggi solari sulla Terra dovuti alla distanza grazie alla quale la zona d’ombra e quella illuminata sono equivalenti sempre, indipendentemente dalla stagione – a parte l’effetto dell’atmosfera che, rifrangendo la luce, crea aurora e crepuscolo). La verbalizzazione scritta qui documentata è spontanea e aiuta l’insegnante a capire le pseudoconoscenze raggiunte dalla bambina in quel momento.

Da queste prime esperienze possono nascere temi sui moti, sulla luce, sul reticolo geografico, sui meridiani e le ventiquattro ore, sull’asse, la sua inclinazione e le conseguenze, sulle stagioni astronomiche e sulle stagioni geografiche, sulle zone climatiche.

Con i piccoli si possono semplicemente svolgere osservazioni in classe sull’ora in cui il Sole sorge, in più giorni almeno due o tre volte al mese, e quindi registrare i dati sul calendario e all’orizzonte.

Il compleanno montessoriano è un altro momento importante che valorizza la storia personale di ciascuno, sostiene una sensibilità verso un pianeta abitato e vivo, induce alla comprensione del moto terrestre attraverso il movimento del proprio corpo: ogni anno di vita il bambino festeggiato compie un giro intorno al Sole con in mano il globo, racconta un avvenimento descrivendo una foto significativa e accende una candelina alla fine di ciascun giro (è il moto di rivoluzione intorno al Sole secondo lo sguardo copernicano, la seconda danza della Terra nel linguaggio montessoriano).

Con i bambini più esperti è possibile sperimentare le luci e le ombre sul globo terrestre, in aula o all’aperto. Nella foto di sinistra il globo è inclinato di 23° circa e i bambini possono cogliere il confine tra luce e ombra che non coincide con i meridiani astronomici, ma soprattutto mantenere l’inclinazione costante dell’asse verso la stella polare in qualsiasi punto si trovi la Terra sull’ellisse. È uno sguardo copernicano.

Uno strumento che ha favorito questo passaggio allo sguardo copernicano è l’utilizzo del globo parallelo di Nicoletta Lanciano. Nella foto di destra infatti il globo ha l’asse inclinato esattamente nella stessa angolatura del parallelo locale in cui è collocato. In tal modo l’asse del globo è parallelo all’asse terrestre e si potranno osservare contemporaneamente le luci e le ombre dei vari punti della terra durante lo spostamento del Sole sull’eclittica durante il giorno e durante le stagioni.

Per poter leggere un globo parallelo sono necessarie osservazioni continuative da un punto di vista geocentrico.

In cortile l’angolatura a terra fra il punto estremo dell’ombra e l’altezza del bambino segue l’ipotenusa, raggio di luce a mezzogiorno solare, che sarà diversa secondo le stagioni e quindi secondo l’altezza del Sole rispetto all’orizzonte meridionale.

Riprendere le foto a 360° intorno al bambino osservatore, o rappresentare l’orizzonte su un ampio cerchio in plexiglass, o effettuare simili rappresentazioni geocentriche, sono attività che favoriscono poi l’utilizzo di un modello 3D che ricostruisce un orizzonte locale e l’eclittica mobile secondo l’angolatura durante gli equinozi e i solstizi del Sole-torcia.

L’omino collocato in centro dà ombre diverse secondo l’ora del giorno e secondo le stagioni.

Comandi montessoriani che indicano come utilizzare il modello e come esplorarlo insieme alle cartellette di nomenclatura rafforzano i concetti e aiutano la comprensione di rappresentazioni in 2D.

I bambini possono sviluppare la comprensione dei concetti tolemaici e copernicani grazie a video sul Sole e la Terra, sul sistema solare, sui moti, sulle stagioni e usufruendo di un circuito di consultazione autonoma per svolgere ricerche nate da motivazioni intrinseche.

È arricchente per il bambino ascoltare racconti e lettura a voce alta di miti su cosmogonie interculturali. L’insegnante può favorire i processi di apprendimento e nuovi saperi allestendo un angolo con libri dedicati ai miti nel momento in cui l’interesse dei bambini si manifestasse.

È naturale per il bambino accedere a una trasversalità disciplinare. Fin qui il bambino ha avuto accesso alla geografia, alle scienze, alla geometria, al linguaggio, alla storia. Un ulteriore aspetto può emergere nella presentazione di libri d’arte sui pianeti e nello stimolare rappresentazioni pittoriche. L’insegnante può cogliere in esse messaggi impliciti ed espliciti, secondo la consegna.

In questa esperienza della scuola di Erve emergono dunque alcune salienze didattiche. Elencarle evidenzia la complessità del percorso: il molto tempo trascorso in esperienze continuative, le esperienze all’aperto, i vissuti corporei per vedere, percepire, immergersi, le rielaborazioni in discussioni di gruppo, le rappresentazioni di modelli personali, la costruzione e/o utilizzo di modelli esplorati e condivisi, lo studio con libri, cartellette e video, le mani intelligenti e i materiali – concetti materializzati–, le scritture di vissuti e di materiali, le rappresentazioni creative e legate all’arte, il collegamento fra scienza e mito, la trasversalità disciplinare e le relazioni tra le cose in una visione cosmica.

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Bibliografia e sitografia

  • Maria Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti, Milano 2012.
  • Maria Montessori, L’autoeducazione, Garzanti, Milano 2012.
  • Maria Montessori, Come educare il potenziale umano, Garzanti, Milano 2007.
  • Maria Montessori, Educazione per un mondo nuovo, Garzanti, Milano 2016.
  • Maria Montessori, Clara Tornar (Ed.), Dall’infanzia all’adolescenza, Franco Angeli, Milano 2010.
  • Franco Lorenzoni, Con il cielo negli occhi, La Meridiana, Molfetta 2009.
  • Nicoletta Lanciano, Strumenti per i giardini del cielo, IV edizione, Asterios Editore, 2019.
  • Ettore Perozzi, Il cielo sotto la Terra, Lapis, 2011.
  • Ornella Pantano, Earth and the Universe: in the Italian project F21 Atti del IX Congresso CIAEF (Inter-American Conference on Physics education), Universidad de Costa Rica, 2006.
  • Sabrina Rossi, Enrica Giordano, Nicoletta Lanciano, The parallel globe: a powerful instrument to perform investigations of Earth’s illumination, Physics Education, 2015, 50 (1).
  • Mappamondo parallelo: costruzione e orientamento, https://edu.inaf.it/astrodidattica/mappamondo-parallelo-costruzione/.
  • RE.MO, https://sites.google.com/icbeltrami.edu.it/retemontessori/home-page.